Che fine farà il marketing?

Ho letto diversi articoli di autorevoli esperti secondo i quali il marketing sarebbe giunto alle sue ultime fasi di vita, per non dire che secondo altri sarebbe già morto da un pezzo, perché non è stato capace di prevedere la crisi economico finanziaria del 2009.

Occorre fare un po’ di chiarezza.
Innanzi tutto per chi lo ha considerato solo come pubblicità e vendite – e non come strategia e pianificazione – il marketing non è mai nato! Quindi è impossibile che muoia.

In secondo luogo, per chi lo ha considerato come la soluzione a tutti i problemi, il marketing non è mai realmente esistito. Dal mio punto di vista ho sempre detto che il marketing serve a sbagliare di meno, a ridurre il margine di errore attraverso la pianificazione e il controllo, non certo a fare le cose “esatte”.

Allora?
Che ne facciamo di questo argomento, materia, funzione aziendale della quale ancora molti non hanno capito la natura e, soprattutto, la validità?

Il marketing è un’attitudine mentale, una propensione al ragionamento, una guida alla pianificazione, una bussola all’esecuzione di attività che – se pianificate e controllate – dovrebbero portare al raggiungimento dell’obiettivo prefissato o nelle sue immediate vicinanze.

Se intendiamo il marketing come osservazione degli elementi economici, sociali e politici che governano un mercato, non potremo mai affermare che questa attività aziendale morirà: sapere come cambia un mercato, osservarne tempestivamente i mutamenti repentini, coglierne i nuovi trend resterà sempre un modo per sopravvivere a qualsiasi crisi ci possa essere. A patto di saper cambiare pelle e sapersi reinventare, in alcuni casi anche in modo radicale.

Allo stesso modo se consideriamo il marketing come analisi del mercato e dell’azienda che vive in esso, definizione di strategie, pianificazione di attività, controllo sempre più intensivo della rispondenza dei risultati agli obiettivi prefissati… Beh, vorrei che qualcuno mi spiegasse come si può dire che il marketing è superato o che è addirittura morto!

Il problema è un altro.

Se in azienda non è mai stata fatta una strategia, se non è mai stato tracciato un marketing plan, se le attività sono sempre andate avanti sulla base delle opportunità che si presentavano quasi magicamente, se tutto è sempre ruotato attorno alle felici – e in alcuni casi fortunate – intuizioni dell’imprenditore… Come si fa a capire l’utilità del marketing? Come si fa a cambiare mentalità?
Forse è più facile – se lo sforzo per operare il cambiamento risulta essere troppo gravoso non tanto in termini economici quanto psicologici di rottura delle abitudini consolidate – dire che tanto è inutile cambiare, che tanto i risultati non verranno perché c’è crisi, che certe cose “tanto non funzionano”.

Ed è, come al solito, più facile dare la colpa agli altri – in questo caso al marketing che è morto, che non serve, che non ha previsto la crisi – piuttosto che ammettere che è soprattutto colpa nostra se qualcosa non funziona.

Faccio  una provocazione: se non avete mai fatto marketing come si deve, iniziate subito. Se avete iniziato a farlo, ma avete desistito, tornate sui vostri passi. Se avete osservato il mercato dal vostro ufficio, ma non ci siete mai andati dentro fino in fondo, uscite a prendere una boccata d’aria.
Cambiate abitudini, cambiate regole, fate i prodotti che vuole il mercato – non quelli che piacciono a voi – comunicate la vostra esistenza, cercate di capire cosa vogliono da voi i vostri clienti. Pianificate pure a 1, 3 e 5 anni, ma controllate mese dopo mese come sta andando il vostro percorso e, se è il caso, cambiate velocemente rotta per adattarvi a nuove e diverse condizioni di mercato.

Fate tutto questo e avrete fatto marketing. Non abbiate paura di fare marketing e avrete risultati.
Con buona pace di chi dice che il marketing non serve a niente ed è morto!

2018-12-16T21:08:59+00:00
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