Spendi meno, spendi meglio

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In tempi di crisi i conti non tornano mai, vero?
I ricavi solitamente calano e i margini seguono quasi sempre lo stesso andamento. Occorre quindi correre ai ripari velocemente, anche perché non sappiamo quando e se riusciremo a invertire l’andamento delle vendite.

Non ti voglio insegnare niente, ma sai che i profitti corrispondono alla differenza tra costi e ricavi.
Quindi se i ricavi diminuiscono, come facciamo a limitare i danni o, eventualmente, come facciamo a recuperare una parte di margini?

Risposta esatta: intervenendo sui costi.

La prima cosa da fare consiste in una verifica estremamente precisa di tutti i costi della tua azienda. Scommettiamo che alcuni di questi possono essere tranquillamente eliminati?

Per esempio le spese personali che carichi in modo indebito sull’azienda, come i 500 € tra film, musica e diverti-menti vari che Sandrino, titolare di un’impresa del settore della meccanica, era solito spendere ogni mese per il suo diletto.

Tra i costi dell’azienda devono essere calcolati solo quelli che servono a far funzionare la tua impresa e non tutti quelli che ti passano per la testa. Se vuoi toglierti qualche soddisfazione personale puoi sempre farlo – è giusto, ci mancherebbe – magari assegnandoti un bonus extra di tanto in tanto, piuttosto che caricare tali spese sui conti aziendali. Ma sono anche altri gli interventi che puoi fare, dal punto di vista della riduzione dei costi. Te ne elenco alcuni, a titolo di esempio:

  • Fai ricorso agli ammortizzatori sociali.
  • Negozia nuove condizioni per mutui, leasing, finanziamenti.
  • Riduci gli sprechi.
  • Razionalizza le spese, stabilendo nuove condizioni con i fornitori.
  • Acquista all’estero.

Se fai ricorso agli ammortizzatori sociali non fai altro che sfruttare uno strumento messo a disposizione dell’imprenditoria da parte delle leggi attualmente in vigore. Spesso si tratta di vincere una resistenza psicologica, perché dire che la tua impresa sta facendo cassa integrazione non è certo una bella immagine. Questo è vero se sei solo tu a farla mentre, al contrario, quando tutti la fanno sarebbe poco intelligente non farvi ricorso.

La rinegoziazione di prestiti bancari, mutui e leasing non è di per sé una vera e propria riduzione di costi ma rappresenta uno spostamento, uno slittamento ad un periodo futuro. Quindi per il momento attuale non paghi e, tutto sommato, operi una riduzione degli impegni finanziari.

Spostare un costo è pur sempre un beneficio; non è la sua eliminazione – cosa che potrei fare se fossi il genio della lampada o se avessi la bacchetta magica – ma è sempre meglio di niente.

Sul fronte degli sprechi non mi permetto di dirti tanto, an-che perché sarebbe poco corretto mettere il naso in tutte le tue spese. Sono certo, però, che qualche taglio, qualche riduzione si può sicuramente operare. Ad esempio potresti riciclare la carta, ridurre le spese per le macchinette del caffè, ricordare ai tuoi dipendenti di spegnere le luci, i monitor dei computer e qualsiasi altro apparecchio elettronico. Potresti contenere i rimborsi spese per le trasferte, come hanno fatto alcuni miei clienti, che hanno ridotto a 20 € il rimborso pasto pagato per il pranzo o la cena. Anche gli hotel possono essere scelti secondo criteri di economicità, o stipulando convenzioni, pur mantenendo un buon livello di comfort per il tuo personale.

Riduci anche i costi telefonici, mettendo un limite alle chiamate private dei tuoi dipendenti o suggerendo loro di usare le app che consentono chiamate gratuite.

Vedi quanti interventi si possono fare?
Ti rendi conto che stai per risparmiare un po’ di soldi, solo per averne spesi alcuni per l’acquisto di questo libro? Questo è un vero e proprio caso di ottimo ritorno dell’investimento!

Parliamo anche di spese che possono essere razionalizzate, magari cambiando fornitore.
Ciò vale sia per i prodotti che, in misura ancora maggiore, per i servizi. Puoi spuntare tariffe migliori per la fornitura di energia, condizioni più vantaggiose per i servizi di trasporto, oppure puoi rivolgerti a un nuovo gestore di telefonia. Ricordo che quando vivevo negli Stati Uniti cambiavo operatore ogni volta che mi veniva proposta una tariffa più vantaggiosa delle altre per le chiamate intercontinentali.

Vuoi un consiglio?
Prendi la persona che nella tua azienda si occupa di contabilità e dalle carta bianca, per operare una riduzione dei costi. Probabilmente le consentirai anche di realizzare un piccolo sogno, attuando quegli interventi che avrebbe sempre voluto fare e che tu non hai mai ascoltato. Inoltre ti ritroverai a risparmiare tanto.

E veniamo al gran finale!
Hai mai pensato di acquistare i prodotti semilavorati che servono alla tua produzione all’estero?
Certo, non è facile intraprendere un percorso di questo tipo, ma ti garantisco che non è impossibile, anzi può essere abbastanza agevole. L’importante, anche in questo caso, è evitare l’improvvisazione.
Se tu entrassi in contatto con un fornitore straniero che fosse in grado di offrirti prodotti con la stessa qualità di quelli attualmente acquistati dai tuoi fornitori, ma ad un prezzo di almeno il 10% più basso, non credi che sarebbe un buon affare?
Spessissimo gli imprenditori italiani vanno all’estero per vendere, ma qualcuno ha iniziato ad andare per acquistare. Del resto vivere in un mondo globalizzato significa avere opportunità a 360 gradi, sia di vendita che di acquisto. Ho visto tuoi colleghi, in alcuni casi titolari di piccole aziende, acquistare tacchi e tomaie per scarpe, pellami per borse, accessori per abbigliamento, legnami per mobili e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutti sono riusciti a ridurre i costi di produzione, in alcuni casi anche in modo importante e, di conseguenza, a migliorare i propri conti.

L’esempio più eclatante è quello di un’azienda produttrice di infissi in alluminio.
Prima di iniziare ad acquistare all’estero era un’azienda di medie dimensioni, poi – grazie a un nuovo fornitore egiziano – è riuscita ad avere un incremento di fatturato che l’ha portata ad essere un leader di mercato.

Sai perché?
Perché il fornitore egiziano, il cui alluminio aveva le stesse caratteristiche di quello fino a quel momento acquistato in Italia, applicava un prezzo del 30% più basso. Il titolare dell’azienda ha deciso di utilizzare questo risparmio per ridurre i costi di produzione e per praticare nuovi prezzi di vendita, più vantaggiosi, per i propri clienti.
E ha sbaragliato il mercato!